La professio iuris consente al cittadino straniero di scegliere la legge del proprio Paese per la successione, anche sui beni italiani. Ma solo se la clausola è scritta come la prassi italiana oggi richiede.
Un cittadino britannico acquista una villa in Toscana. Ha un will redatto a Londra, aggiornato, chiaro, che lascia tutto alla seconda moglie escludendo i figli del primo matrimonio. Alla sua morte, i figli impugnano. E in Italia, sui beni italiani, hanno buone probabilità di ottenere ragione.
Il motivo è che il diritto successorio italiano prevede la legittima: una quota di patrimonio riservata per legge a determinati familiari, ossia coniuge, figli, e in assenza di figli gli ascendenti, che il testatore non può liberamente disporre. Il testamento che leda la legittima è impugnabile con l’azione di riduzione.
Il diritto inglese non conosce questo istituto. La testamentary freedom consente in linea di principio di disporre liberamente. Ma quando i beni sono in Italia, la questione non si risolve nel Regno Unito.
Il Regolamento UE 650/2012: la regola e l’eccezione della professio iuris
Il Regolamento UE 650/2012, noto come Bruxelles IV, si applica dal 17 agosto 2015 e disciplina le successioni transfrontaliere in tutti gli Stati membri, esclusi Danimarca e Irlanda.
La regola generale è questa: la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte.
Conseguenza diretta: un cittadino britannico che risieda abitualmente in Italia al momento del decesso vede la propria intera successione, inclusi i beni situati nel Regno Unito entro i limiti operativi, regolata dalla legge italiana. Con la legittima italiana.
L’eccezione: il Regolamento consente al testatore di scegliere espressamente la legge del proprio Stato di cittadinanza per regolare l’intera successione. È la professio iuris.
La scelta va esercitata espressamente e per iscritto, in una disposizione a causa di morte o in una dichiarazione con i requisiti formali di una disposizione testamentaria.
Il punto che sta cambiando: la severità sulla forma della professio iuris
Ed è qui che la prassi del 2026 merita attenzione particolare.
Le fonti legali internazionali specializzate segnalano che notai e tribunali italiani sono diventati significativamente più rigorosi sulla chiarezza della clausola di scelta di legge. Riferimenti vaghi, impliciti o generici a una legge straniera non sono più considerati sufficienti a superare la legittima italiana.
La clausola deve essere esplicita, ossia indicare inequivocabilmente la legge scelta. Deve essere consapevole, riferita cioè alla legge dello Stato di cittadinanza del testatore. E deve essere formalmente valida, contenuta in un testamento o in una dichiarazione con i requisiti formali di una disposizione a causa di morte.
Un will inglese che non contenga una scelta di legge espressa e formalmente corretta non attiva la professio iuris. E se il defunto risiedeva abitualmente in Italia, ai suoi beni si applica il diritto italiano, con la legittima.
Perché serve un testamento italiano
La professio iuris è tecnicamente esercitabile in qualsiasi disposizione testamentaria valida. Ma un testamento italiano, pubblico o olografo, e in ogni caso ricevuto o depositato presso un notaio italiano, offre vantaggi operativi rilevanti.
Evita la procedura di probate. I beni italiani si trasferiscono attraverso la dichiarazione di successione italiana, senza necessità di completare prima una procedura di probate estera e farla riconoscere in Italia.
Iscrizione al Registro Generale dei Testamenti. Il testamento ricevuto o depositato dal notaio italiano è iscritto nel Registro nazionale, garantendo che sia reperibile al momento dell’apertura della successione. Un will custodito in uno studio legale di Londra può non essere reperito tempestivamente.
Chiarezza sulla legge applicabile. Un testamento italiano redatto con l’assistenza notarile contiene una clausola di professio iuris formulata secondo gli standard che la prassi italiana richiede.
Coordinamento con il testamento estero. Non si tratta di sostituire il will esistente, ma di coordinarlo: due testamenti che regolano masse patrimoniali distinte, senza clausole di revoca reciproca implicita. È un lavoro tecnico che richiede attenzione, perché un testamento successivo con clausola di revoca generale può inavvertitamente annullare il precedente.
Il Certificato Successorio Europeo
Uno strumento spesso sottovalutato dai clienti internazionali.
Il Certificato Successorio Europeo, introdotto dallo stesso Regolamento UE 650/2012 e rilasciato in Italia dal notaio, consente agli eredi e agli esecutori di dimostrare la propria qualità e i propri poteri in tutti gli Stati membri dell’Unione senza dover attivare procedure di riconoscimento locali.
Per una successione che coinvolga beni in Italia, in Francia e in Germania, il Certificato sostituisce tre procedure nazionali con un unico documento.
Lo Studio Notarile Spinaci assiste clientela internazionale nella redazione di testamenti italiani coordinati con disposizioni estere, nell’esercizio della professio iuris, nelle dichiarazioni di successione e nel rilascio del Certificato Successorio Europeo. Il Notaio Federica Spinaci opera in italiano e in inglese.
Consulenza riservata: +39 06.807.0943, spinaci@notariato.it, oppure il form di contatto sul sito notaiofedericaspinaci.it.