autoliquidazione imposta di successione

Autoliquidazione imposta di successione: guida pratica 2026

Federica Spinaci - Notaio

Federica Spinaci - Notaio

Il Notaio Federica Spinaci è docente alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali di Roma Tre, collabora con Master dell’Ateneo ed è autrice di diverse pubblicazioni in diritto civile e privato.

Hai aperto una successione nel 2026 e ti hanno detto di “calcolare e versare l’imposta da soli”? Non è un errore: è la procedura ordinaria. Da oltre un anno l’autoliquidazione dell’imposta di successione — introdotta dal D.Lgs. 139/2024 e in vigore dal 1° gennaio 2025 — è il regime standard per chiunque presenti una dichiarazione di successione in Italia. Eppure, molte famiglie arrivano all’apertura della pratica senza sapere che esistono 90 giorni di tempo per calcolare e versare l’imposta, che il calcolo sbagliato espone a sanzioni, e che le regole di valorizzazione degli immobili possono fare una differenza significativa sull’importo finale. Questa guida spiega come funziona nella pratica, senza tecnicismi inutili.

Cos’è l’autoliquidazione dell’imposta di successione

Prima della riforma, il meccanismo era diverso: il contribuente presentava la dichiarazione di successione, e poi era l’Agenzia delle Entrate a liquidare l’imposta, notificando un avviso di liquidazione al quale il contribuente rispondeva pagando. Un processo passivo, in cui il cittadino attendeva.

Con l’autoliquidazione dell’imposta di successione, il sistema si rovescia: è il contribuente — assistito dai propri professionisti — a calcolare e versare l’imposta dovuta, senza attendere alcun avviso dell’Agenzia. Il modello seguito è quello già noto per le imposte ipotecaria e catastale, che vengono autoliquidate da anni. Ora la disciplina si estende all’imposta principale di successione.

Come funziona l’autoliquidazione dell’imposta di successione: le scadenze

Le tappe operative sono le seguenti:

1. Presentazione della dichiarazione di successione La dichiarazione va presentata telematicamente entro 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Il termine non è cambiato rispetto al passato.

2. Calcolo dell’imposta dovuta Entro 90 giorni dall’invio telematico della dichiarazione, il contribuente è tenuto a calcolare e versare l’imposta autoliquidata. Non si aspetta più l’avviso dell’Agenzia: l’imposta si calcola — o si fa calcolare — autonomamente, applicando le aliquote e le franchigie previste dalla legge.

3. Versamento tramite modello F24 Il pagamento avviene con modello F24 elettronico. È possibile rateizzare in un massimo di 8 rate trimestrali se l’imposta supera i 1.000 euro.

Franchigie e aliquote: cosa si paga davvero

Non sempre l’imposta di successione è dovuta. La normativa prevede soglie di esenzione (franchigie) al di sotto delle quali non si versa nulla:

  • Coniuge e figli: franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario; aliquota del 4% sull’eccedenza
  • Fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro per ciascuno; aliquota del 6% sull’eccedenza
  • Altri parenti fino al 4° grado: nessuna franchigia; aliquota del 6%
  • Altri soggetti: nessuna franchigia; aliquota dell’8%
  • Persone con disabilità grave (L. 104/1992): franchigia di 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela

Per gli immobili, la base imponibile è determinata dal valore catastale — non dal valore di mercato — con i coefficienti previsti dalla legge. Questo è un elemento spesso sottovalutato che può ridurre sensibilmente l’imposta finale.

I rischi di un calcolo sbagliato: sanzioni e interessi

L’autoliquidazione comporta una responsabilità diretta: se il calcolo è errato o il versamento è insufficiente, si applicano sanzioni e interessi. Il sistema prevede:

  • Liquidazione integrativa da parte dell’Agenzia delle Entrate se rileva errori nel calcolo del contribuente
  • Sanzione del 30% sull’imposta non versata, riducibile con il ravvedimento operoso
  • Interessi legali sul ritardo nel versamento

Per questo il supporto professionale nella fase di calcolo non è un accessorio: è la garanzia che i 90 giorni previsti dalla norma vengano gestiti correttamente, senza incorrere in costi aggiuntivi evitabili.

Il ruolo del notaio nella dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione richiede la raccolta di una documentazione ampia: atti di provenienza degli immobili, visure catastali, saldi di conto corrente alla data del decesso, polizze, quote societarie, debiti deducibili. Ogni categoria di bene segue regole di valorizzazione specifiche. Nel nostro studio assistiamo gli eredi nella predisposizione completa della dichiarazione, nel calcolo dell’autoliquidazione e nel versamento nei termini, coordinando tutte le informazioni necessarie in modo che la successione proceda senza errori e senza ritardi.

Le istruzioni ufficiali per la compilazione della dichiarazione di successione telematica sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Una novità da conoscere, non da temere

L’autoliquidazione non è, in sé, uno svantaggio per il contribuente. Al contrario: elimina tempi di attesa lunghi e spesso imprevedibili, chiarisce fin dall’inizio quanto si deve versare e permette di pianificare la liquidità necessaria con anticipo. Il cambio di paradigma, però, richiede che gli eredi siano tempestivi e ben assistiti fin dai primissimi mesi dall’apertura della successione — prima che i 90 giorni si chiudano.

Ti trovi a gestire una successione?

L’autoliquidazione dell’imposta di successione è una procedura nuova, con scadenze precise e calcoli che richiedono attenzione. Nel nostro studio notarile accompagniamo gli eredi in ogni fase: dalla raccolta dei documenti al calcolo dell’imposta, dal versamento entro i termini fino alla stipula dell’atto di accettazione dell’eredità o di divisione. Se hai aperto una successione di recente — o stai per farlo — contattaci subito al +39 06.807.0943 oppure compila il form qui sotto: ti aiutiamo a non perdere nessuna scadenza.

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